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Ryoko Ikeda, l'autrice delle rose PDF Stampa E-mail

Riyoko lkeda nasce il 18 Dicembre 1947 ad Osaka. Ha cominciato a disegnare mango quando frequentava l'università. Le sue prime opere, tra cui Bare Yoshikino Shojo (La ragazza della rosa) e Soyo Kaze No Mary (Mary dello Zefiro) adottano uno stile che ricorda molto quello del maestro Osamu Tezuka, con impaginazione classica e regolare, ma con un'accurata ricercatezza nei dettagli e nelle decorazioni. Il suo primo manga di successo fu Versailles No Bara (La rosa di Versailles) serializzato in 82 puntate dal settimanale per ragazzi Shukan Margaret (edito da Shueisha) iniziato sul numero 21 del 1972 e concluso con il numero 52 dei 1973, e successivamente raccolto in 10 volumi. Questi sono strutturati in nove volumetti contenenti la serie regolare, più uno che contiene una storia breve completamente distaccata dalla trama principale, ma per certi versi parallela.

Qualche decennio dopo, precisamente nel 1987, la casa editrice Chuokoronsha, racchiude in due maxi volumi, di quasi mille pagine l'uno, questi dieci volumi. Nel 1979 la saga di Versailles No Bara viene trasposta in animazione, ed è la prima opera di Riyoko lkeda che viene prodotta per il piccolo schermo. Questa serie televisiva prodotta dalla TMS (Tokyo Movie Shinsha), annovera nello staff artisti come: Shingo Araki, Michi Himeno e Osamu Dezaki.

Precedentemente però la lkeda aveva prodotto altri manga; tra il 1974 e il 1975 troviamo: Shoko No Etude (La sonata di Shoko) e Claudine, entrambi racchiusi in un unico volume. Sempre nel 1975 realizza in tre volumi Onisama e ... (Caro fratello ...); questo sarà il secondo manga della lkeda che verrà trasposto sul piccolo schermo, realizzato nel 1991.

La serie è composta da 39 episodi che vede nello staff nomi come Osamu Dezaki e Akio Sugino. Nel 1976 Riyoko Ikeda produce Orpheus No Mado (La finestra di Orfeo), la sua opera più complessa suddivisa in 18 volumi. In questa opera l'autrice, per quanto riguarda lo stile, raggiunge il suo apice, sia nel tratto sia nell'equilibrio dei dettagli e nello ricercatezza dell'impaginazione. Subito dopo realizza Heroica, strutturata in 11 volumi: la storia è ambientata negli anni dell'impero di Napoleone. Altra storia molto importante e di buon successo fu Votei Ekaterina (L'imperatrice Caterina), realizzata nel 1972 e racchiusa in 5 volumi. Per realizzare questo manga la lkeda si ispirò al libro di Henry Troyat su Caterina La Grande. Qui il tratto purtroppo risulta alquanto disgregato, con perdita di caratterizzazione da parte dei personaggi e sicuramente sovraccaricata di dettagli.

L'Autrice, oggi cinquantenne, ha prodotto poi altre storie di Versailles No Bara. Le realizzazioni sono peraltro abbastanza discutibili in quanto chiaramente strumentali; anche Versailles No Bara Gaiden (Racconti fuori serie di Versailles No Bara) porta dei difetti come Votei Ekaterina per quanto riguarda il tratto. L'autrice è sicuramente legato ai drammi ambientati su sfondo storico, probabilmente affascinata dall'apporto scenografico delle epoche passate, in particolare in occidente.

E' molto più interessata alla parte psicologico-sentimentale dei personaggi che all'approfondimento scenografico in cui si svolgono le varie vicende, anche se nelle sue ultime produzioni il tratto dei personaggi perde la sua espressività e tutte le sue energie si concentrano sulla cura dei dettagli e degli sfondi che sembrano descritti in maniera quasi maniacale.

Dopo diversi anni di varie produzioni, sicuramente ancora oggi Versailles No Bara rimane l'opera magna che Riyoko lkeda abbia mai realizzato. I personaggi sono ben caratterizzati ed affascinanti, la Lady Oscar del manga è più simpatica e diabolica del cartone animato, e sicuramente più conscia della sua sessualità. Nel manga, i vari caratteri dei personaggi e in certe situazioni la teatralità, ridicolizzazione e sfrontatezza che si verificano in alcune situazioni, rendono l'opera a fumetti meno repressa spezzando quell'atmosfera di 'serioso' che si respira nella serie a cartone animato.

Per quanto riguarda lo stile, la lkeda studia molto l'impaginazione delle tavole, ma risalta all'occhio anche la dovizia di particolari con cui sono trattati gli sfondi, i vestiti, i gioielli, i capelli e tutto ciò che risulta decorativo.

 
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